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Andamento del settore delle paste alimentari
| Il boom della pasta nel
mondo |
Tabelle e grafici |
ANDAMENTO DEL SETTORE DELLE PASTE ALIMENTARI
Il 2008, nel complesso, si è chiuso con una sostanziale tenuta nei volumi prodotti, stimati in circa 3,2 milioni di tonnellate (tab. 1).
Il settore, grazie al sostegno del mercato interno, con i consumi in crescita nonostante la dinamica inflattiva ed il forte grado di maturità del mercato, ha resistito all’effetto prezzi e ad una perdurante generalizzata debolezza dei consumi alimentari nazionali, a dimostrazione del fatto che la pasta di semola di grano duro è ancora oggi un alimento imbattuto sotto il profilo qualità/costo.
Va detto che, peraltro, l’aumento del costo del grano duro non si è trasmesso immediatamente e per intero sui listini della pasta di semola praticati dai produttori ma è stato in gran parte assorbito dall’industria e comunque gli effetti sui prezzi a scaffale sono stati diluiti nel corso del 2008.
Inoltre, grazie all’elevata concorrenza nel settore, determinata dagli oltre 100 pastifici industriali presenti sul mercato, sugli scaffali è sempre stata garantita un’offerta molto diversificata.
La pastacontinua ad essere il piatto di gran lunga preferito dagli italiani, confermandosi quindi come alimento conveniente, alla portata di tutte le famiglie, in Italia e nel mondo.
Il volume del mercato nazionale delle paste alimentari industriali, secche e fresche, complessivamente, ha fatto registrare una variazione di segno positivo (intorno all’1%). Èstata confermata quindi l’inversione di tendenza già manifestatasi a partire della fine del 2007, proprio quanto i prezzi sugli scaffali hanno cominciato a subire i primi ritocchi, ed il trend sta proseguendo anche nei primi mesi del 2009.
Il consumo interno è attestato su livelli ragguardevoli, stimati oltre 1,5 milioni di tonnellate, per un valore di oltre 2,8 miliardi di euro.
Crescono sia i consumi di pasta secca di semola, che pesa per il 90% circa sul mercato italiano delle paste secche e fresche, che quelli di paste fresche industriali, mentre la pasta secca all’uovo e le paste ripiene secche hanno fatto registrare variazioni di segno negativo.
Le prospettive del mercato interno, in presenza di una ripresa della capacità di acquisto delle famiglie, potrebbero ulteriormente migliorare. In questo contesto, continuare a puntare sulla qualità e sui nuovi contenuti di prodotto e di servizio, sia a livello di consumi domestici che extradomestici, potrebbe aprire nuovi terreni di sviluppo per il comparto.
I mercati esteri
La pasta rappresenta sicuramente uno dei settori portanti del Made in Italy: siamo infatti i leader a livello mondiale.
Esportiamo oltre il 50 per cento della produzione in un mercato globale, dove la concorrenza con i paesi esteri, specie dell'Unione europea, è molto forte.
Come sempre la forte propensione all’export ha influenzato, stavolta in modo negativo, i risultati del settore in termini produttivi.
L’aumento dei prezzi e l’andamento del rapporto di cambio euro/dollaro hanno prodotto effetti negativi sulla competitività delle esportazioni che, dopo anni di crescita costante, lo scorso anno hanno fatto registrare un calo dei volumi ( - 5,6%), al quale ha fatto da contrappeso un aumento del 28,8% in valore.
Nel 2008 l’Italia ha esportato circa 1,6 milioni di tonnellate di pasta, per un valore di circa 1,9 miliardi di euro.
In particolare, 1 milione di tonnellate di pasta sono state esportate verso i Paesi UE (il 4% in meno rispetto allo scorso anno) e 535mila tonnellate verso i Paesi terzi (- 8,6 %). Principali responsabili di questo calo in volume sono state le flessioni delle vendite verso i principali mercati di sbocco, ovvero quello tedesco e quello statunitense.
Per quanto riguarda la distribuzione geografica delle esportazioni, nella classifica dei cinque maggiori acquirenti, la Germania si conferma comunque al primo posto, con una quota del 19% in quantità, seguita dalla Francia (15%), dal Regno Unito (14%), dagli Stati Uniti (7%) e dal Giappone (5%). Questi cinque paesi assorbono complessivamente oltre il 60% delle esportazioni di pasta dall'Italia.
Probabilmente si tratta di un fenomeno congiunturale. In realtà la pasta italiana continua ad affermarsi sui mercati internazionali, dove i consumi di pasta sono in crescita ovunque.
Alcuni numeri per aiutare a percepire l’effettiva internazionalizzazione di questo alimento. Dieci anni fa, nel 1998, la produzione di pasta a livello mondiale era arrivata a circa 7 milioni di tonnellate. Oggi sono stati raggiunti i 13 milioni circa di tonnellate di pasta. In questo contesto, con circa 3,2 milioni di tonnellate prodotte, il nostro paese rappresenta il 26% circa della produzione mondiale di pasta e il 75% della produzione U.E. In pratica un piatto di pasta su 4 mangiati nel mondo –e 3 su 4 in Europa –è fatto con pasta italiana
>> consulta
la tabella dell'industria italiana delle paste alimentari nel 2008
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