CAMPANIA

LE CIFRE
consumo annuo: 39,5 kg pro capite
pastifici attivi : 17
potenzialità produttiva nelle 24 ore: 29.070
quintali
PREMESSA
Cosa si potrebbe dire, e non dire, di Napoli e della pasta di Napoli?
Verrebbe da dire, tout court, Napoli e la "sua" pasta.
Attribuendole la paternità generale (che storicamente condivide
con Sicilia e Liguria) del cibo più amato dagli italiani,
e ormai in tutto il mondo.
Ma proprio per questo, e senza addentrarsi nei meravigliosi, ma
complicatissimi sentieri dei timballi e dei timpani, per i quali
vi rimandiamo, magari, all'opera di una meravigliosa, straordinaria
raccoglitrice, catalogatrice e narratrice (metà tra una scienziata
e un'agiografa) della cucina napoletana di sempre, Jeanne Carola
Francesconi, abbiamo deciso di proporvi la pasta più difficile
e più facile al tempo stesso.
L'esecuzione apparentemente elementare, che la sapienza napoletana
ha trasformato in epigono culinario.
FORMATO: Spaghetti
ingredienti per 4 persone
350 g di spaghetti, 1 kg di pomodori "perelle" ben
maturi, 2 spicchi d'aglio, 2 cucchiai d'extravergine, basilico "verace",
sale e pepe.
Scottate i pomodori in acqua bollente, tuffateli
nella fredda, pelateli, eliminate i semi, sfilettateli.
In una padella ampia soffriggete dolcemente nell'olio gli spicchi
d'aglio schiacciati, badando a non farli scurire, ma a imbiondirli
e stop.
Ora, ritirate l'aglio e calate i pomodori.
Unite il basilico a mazzetto, aggiustate di sale e pepe, e cuocete
un quarto d'ora circa a fiamma più allegra.
La salsa deve asciugare, ma assolutamente senza perdere la freschezza
del pomodoro crudo.
Togliete il mazzetto di basilico ma poi, al momento di condire gli
spaghetti, aggiungetene di fresco, abbondante e spezzettato.
N.B.: Attenzione! Perché l'alchimia riesca perfettamente
sono indispensabili alcune accortezze: olio e pomodori di ottima
qualità; assolutamente niente formaggio (si altererebbe tutto
il gusto fresco del piatto); 'giusta' cottura del sugo.
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