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Da New York a Barcellona: ancora una volta - dopo un 2004 in versione
a stelle e strisce - il World Pasta day avrà una sede straniera.
Come si conviene a un alimento sempre più di casa nelle cucine
del pianeta, ovunque simbolo del mangiare bene, allinsegna
del gusto ma anche dellequilibrio e della leggerezza.
Ogni anno nel mondo vengono prodotte e consumate oltre 11 milioni
di tonnellate di pasta. E lItalia, con oltre 3.1 milioni di
tonnellate prodotte e 28 kg di consumo medio pro capite annuo, figura
come il Paese leader indiscusso di questa tradizione pastaia. Ogni
10 piatti di pasta sfornati a ogni longitudine e latitudine, ben
3 sono infatti realizzati con pasta italiana.
Nella pattuglia dei principali Paesi produttori si distinguono Stati
Uniti, Brasile, Russia, Turchia ed Egitto come vedremo meglio
più avanti - mentre dal punto di vista del consumo pro capite
figurano in cima alle classifiche anche Venezuela, Tunisia, Svizzera,
Stati Uniti, Grecia e Perù.
Per ragionare sui progressi fatti da questo alimento sempre più
globale e sulle difficoltà da rimuovere per favorirne i consumi
in ogni angolo del pianeta, dal 23 al 26 ottobre, dunque, appuntamento
a Barcellona. Dove questanno si svolgerà il 3°
Congresso Mondiale della Pasta in concomitanza con il World Pasta
Day 2005, fissato come di consueto per il 25 ottobre.
Organizzato dallUnione delle Associazioni degli Industriali
Pastai Europei (UN.A.F.P.A) presieduta da Mario Rummo, che
è anche presidente Unipi (lUnione Industriali Pastai
Italiani) - in collaborazione con lAssociazione degli Industriali
Pastai della Spagna (A.E.F.P.A), lincontro vedrà presenti
i rappresentanti di ben 33 tra i principali paesi produttori e gli
esperti dellintera filiera della pasta, per discutere sulle
tematiche di maggiore attualità e interesse, per i produttori
e per i consumatori.
La manifestazione è giunta alla sua terza edizione, dopo
lesordio di Roma nel 1995 (a cura dellUNIPI) e la seconda
edizione in Venezuela (Isla Margarita) nel 2000, a cura dellAvepastas
(Associazione degli Industriali Pastai del Venezuela).
I temi al centro del congresso di Barcellona
Sono molti gli esperti che si alterneranno nel corso delle varie
sessioni di lavoro del 3 Congresso Mondiale della Pasta
(www.pastaworldcongress.com),
e che a Barcellona metteranno a fuoco numerosi aspetti (di mercato,
produttivi, nutrizionali) che toccano questo alimento-base della
dieta mediterranea, vessillo del mangiare salutare nel mondo.
Ad analizzare il mercato mondiale della pasta e gli scenari futuri
della grande distribuzione interverranno esperti del calibro di
Tommaso Barracco (senior vicepresident del The Boston Consulting
Group) e Nicola Ghelfi (general manager Pasta Meal Business
Unit Barilla).
A raccontarci levoluzione del mercato della pasta in America
sarà invece Simon Nobile Olivo, presidente di Avepastas.
Una sessione del Congresso sarà dedicata ad approfondire
il tema delle materie prime, con interventi di Neal Fisher (direttore
della Wheat Commission del North Dakota) e Adrian Measner
(presidente del Wheat Board canadese).
A discutere dei benefici portati al nostro organismo da questo alimento
saranno nutrizionisti di fama internazionale. Che, ancora una volta,
spiegheranno perché la dieta mediterranea vince a pieno titolo
il confronto con le diete iperproteiche (le cosiddette low
carb, molto di moda recentemente soprattutto negli Stati Uniti)
nella sfida per il nostro benessere, ad ogni età.
A tale proposito coordinate da un noto luminare
del settore come Cyril WC Kendall - sono in programma le testimonianze
del professor Carlo Cannella (del Dipartimento di Scienza dellAlimentazione
dellUniversità di Roma La Sapienza), e di Maria Grazia
DEgidio (Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura ISC).
Lo scopo? Esaltare su solide basi scientifiche il ruolo dei carboidrati,
fondamentali per una sana e corretta alimentazione e per il nostro
star bene a livello psico-fisico.
L International pasta organization: arriva
lOnu della pasta
Di grande interesse si prospetta la sezione del Congresso dedicata
alla Promotion, nel corso della quale Mario Rummo Presidente
dellUnafpa oltre che dellUnipi - proporrà listituzione
di una International Pasta Organization.
Un organismo simile spiega Mario Rummo - sarebbe licona
della cultura della pasta nel mondo, in quanto potenzierebbe lattività
di comunicazione delle Associazioni sparse in tutto il globo. Ciò
favorirebbe sia il sostegno delle attività promozionali sia
il monitoraggio dei media. E permetterebbe di creare una efficace
rete internazionale di referenti scientifici ed esperti di fama
per le problematiche nutrizionali, allo scopo di poter contare su
un contributo costante di approfondimento e sostegno sui temi più
significativi riguardanti il prodotto. Qualcosa di simile oggi accade
già nel comparto dei vini, dove esiste lOrganisation
International de la Vigne e du Vin.
Lambizioso obiettivo di istituire l International
Pasta Organization darebbe senzaltro più forza
e autorevolezza alla diffusione dei messaggi a favore della conoscenza
e dellutilizzo della pasta, creando - fra laltro - un
comitato scientifico internazionale di esperti che costituirebbe
un panel di spokepersons da poter coinvolgere anche
in convegni e seminari.
Per tutelare con il supporto della scienza limmagine
di un prodotto che sarà sempre più presente nelle
cucine del mondo.
Pasta superstar: consumi in crescita sulle tavole del mondo
Complessivamente nel mondo si stima una produzione di 11.4 milioni
di tonnellate di pasta. I principali produttori, dopo lItalia
- che mantiene saldamente la leadership con oltre 3.150.000 tonnellate
nel 2004, per un valore di circa 3.320 milioni di euro - sono gli
Stati Uniti, con 1.165.000 tonnellate. Seguono Brasile (1.000.000
tonnellate), Russia (858.400 t.), Turchia (512.000 t.) ed Egitto
(400.000 t.). Viaggiano intorno a una produzione di 250-300 mila
tonnellate anche Venezuela, Germania, Messico, Spagna, Francia e
Perù.
I primi 10 Paesi produttori assicurano quindi oltre 8 milioni di
tonnellate di pasta, pari al 75% della produzione totale.
Elevato standard qualitativo, alto valore nutrizionale, versatilità
gastronomica e convenienza economica: questo il mix che rende vincente
la pasta e che ne spiega il crescente successo in tutto il pianeta.
Come testimoniato anche dalle cifre relative al consumo pro capite
annuo: gli italiani figurano in testa alla classifica, con 28 kg
a testa. Secondi a noi sono i venezuelani, con 13 chili pro capite
allanno, seguiti dai tunisini (11,7 kg), dagli svizzeri (10,1
kg), dagli statunitensi (9 kg) e dai greci (8,7 kg). Intorno agli
8 kg pro capite troviamo poi Perù, Cile, Svezia e Francia.
Europa: 200 stabilimenti che producono 4 milioni di tonnellate
di pasta
I produttori europei (EU 25) assicurano il 39,5% della pasta industriale
che viene consumata nel mondo, un 21% arriva dal Nord America, un
altro 18,9% dal Centro e Sud America, un 13% dagli altri paesi del
continente europeo, il resto da Africa (4,5%), Asia (2%), Australia
(0,4%) e Medio Oriente (0,3%).
In Europa, lItalia assicura il 75% della produzione globale,
che supera i 4 milioni di tonnellate, staccando nettamente la Germania
(7%), la Spagna e la Francia (intorno al 6%) e la Grecia (3,5%).
Lindustria della pastificazione europea impiega circa 15.000
addetti, e può contare su quasi 200 stabilimenti produttivi.
E curioso notare che, a fronte di una produzione complessiva
di 4.096.372 tonnellate, il consumo ammonta a 3.115.625. Il che
significa che lItalia potrebbe coprire, da sola, il fabbisogno
complessivo dellintera Europa.
In Italia, la pasta entra ormai in tutte le case (lo dice lISMEA)
Da varie ricerche e fonti statistiche sapevamo che nel nostro Paese
la pasta è consumata molto spesso quasi da tutti gli italiani:
nel 52,9% dei casi la frequenza di consumo è giornaliera,
del 30% dei casi è di 3 volte la settimana, nel 12,3% dei
casi e almeno bisettimanale.
Adesso, dal recente Rapporto Ismea sui consumi alimentari
in Italia 2000-2004, scopriamo anche che è in assoluto
lalimento con lindice di penetrazione più alto
praticamente il 100% - allinterno delle famiglie italiane.
Il che significa che nessun altro cibo, come la pasta, è
davvero patrimonio condiviso da tutti i nostri connazionali. Il
cui apprezzamento è rimasto costante nellarco degli
ultimi anni, a fronte purtroppo di una generalizzata contrazione
dei consumi alimentari domestici.
Nonostante allinterno del comparto dei derivati di cereali
negli ultimi 5 anni si sia registrata una riduzione in volume pari
in media al 2,9% annuo, la pasta evidenzia lunico segno positivo.
La crescita si è prodotta grazie alla tenuta della pasta
di semola e agli incrementi a tre cifre riscontrati dai primi piatti
surgelati. Complessivamente, la quota di spesa per derivati dei
cereali riservata alla pasta è passata dal 23% al 26% dal
2000 al 2004.
Il maggior numero dei consumatori di pasta si conferma al Sud e
nelle Isole (40%), segue il Centro (23%), il Nord Ovest (23%) e
il Nord Est (14%).
LItalia, leader mondiale per produzione, consumi e struttura
produttiva
Lindustria italiana della pastificazione detiene il primato
mondiale per produzione, potenzialità produttiva installata,
consumo pro-capite ed esportazione e mantiene saldamente la propria
leadership a livello internazionale grazie ad una struttura produttiva
articolata in 153 stabilimenti industriali, di cui 135 specializzati
nella produzione di pasta secca e 30 in pasta fresca (12 coprono
entrambe le tipologie).
La pasta prodotta dallindustria italiana è considerata
la migliore al mondo grazie ad una cultura di produzione che è
sintesi di tradizione e innovazione, e alla sapiente scelta della
materia prima da impiegare, alla base non solo della performance
culinaria ma anche dello standard qualitativo del prodotto. Tutto
ciò è frutto dellimpiego di semole ottenute
dalla miscelazione di grani duri delle migliori qualità,
nonché della secolare tradizione produttiva unita ad anni
di ricerca tecnologica e di sperimentazione.
2004, anno positivo per la pasta italiana (bene anche lexport,
+2,6%)
Secondo le stime effettuate sulla base di dati Istat e AC Nielsen
lindustria delle paste alimentari ha chiuso il 2004 in attivo,
con un incremento dell1,8% dei volumi complessivamente prodotti,
a cui si accompagna una crescita in valore dell1,1%. Questo
trend positivo è stato sostenuto anche dalla ripresa sul
fronte delle esportazioni (+ 2,5% in quantità e + 2,6% in
valore) e da una buona risposta del mercato nazionale, in cui la
pasta secca di semola di grano duro rappresenta l88% della
produzione totale.
Nel 2004, dunque, il valore complessivo della produzione di pasta
includendo quella fresca e secca - ammonta a 3.374 milioni
di euro e a 3.121.000 tonnellate di prodotto.
Le esportazioni italiane di pasta hanno raggiunto un volume di 1.530.100
tonnellate, pari a 1.180 milioni di euro, confermando le previsioni
di raggiungimento della soglia psicologica del 50% della
produzione destinata allestero. Questo a fronte lo
ricordiamo - di una media nazionale che per il settore alimentare
è purtroppo ancora ferma al 14% (in Europa diventa il 18%).
Si può già anticipare con ragionevole certezza che
nel 2005 la quota destinata allexport supererà molto
probabilmente il 50%: solo nel periodo gennaio/giugno 2005, infatti,
lUNIPI elaborando dati Istat, ha registrato un + 6,21% nelle
esportazioni di pasta di grano duro verso paesi comunitari e paesi
terzi (787.629,850 tonnellate contro le 741.600,776 dello stesso
periodo nel 2004).
Vale la pena di ricordare che trentanni fa lindustria
italiana della pastificazione esportava intorno alle 88.000 tonnellate
di pasta: quasi 200 volte meno di oggi, dunque. Già nel 1985
questa quota saliva a 366.000 tonnellate, superando invece il tetto
di 1 milione di tonnellate nel 1995. I risultati record degli ultimi
anni confermano dunque che la pasta sta conquistando posizioni sempre
più importanti nelle abitudini alimentari di vari popoli
e che le prospettive per lulteriore sviluppo dei mercati esteri
sono davvero notevoli.
La cultura della pasta a favore della salvaguardia
del patrimonio artistico italiano: il restauro della Danae di Tiziano
Pasta può essere sinonimo anche di rivalutazione del patrimonio
culturale italiano: il meraviglioso dipinto rappresentante la Danae
del Tiziano, fiore allocchiello del Museo Capodimonte di Napoli,
è tornato a rivivere in tutto il suo splendore grazie al
restauro promosso e sostenuto dallUNIPI. Il 21 aprile 2005
lopera è stata presentata nella sua nuova veste
alla stampa. In questo modo lUNIPI, ancora una volta, ha voluto
rimarcare la valenza del binomio pasta e arte (simbolo
dellItalian Style a tuttotondo) in un paese, come il nostro,
che detiene la maggior parte del patrimonio artistico esistente
e che produce con un primato mondiale- 3 milioni di tonnellate
di pasta allanno.
La pasta, un simbolo mediterraneo insidiato dalle
diete low carb
A favorire il mantenimento degli attuali livelli di consumo di pasta
nel nostro Paese che ammontano, lo ricordiamo, a 28 kg pro
capite - sono stati senza dubbio anche i recenti studi che hanno
ribadito i benefici dei carboidrati per la salute. Principi messi
in dubbio dalle mode alimentari iperproteiche che ultimamente
avevano disorientato i consumatori, anche se oggi risulta sempre
più chiaro lorientamento in proposito dei nutrizionisti
(vedi comunicato allegato).
Per questo, in Italia, tra i messaggi chiave delledizione
del World pasta day 2005, accanto al piacere di far
riscoprire le origini territoriali e locali della nostra tradizione
pastaia, con un dossier (intitolato Nord,
Centro, Sud: di che pasta sei?) nel quale sono raccolti
mille anni di storia, aneddoti, personaggi, abitudini di consumo,
formati e tecnologie della pasta italiana - si vuole mettere laccento
sulle qualità nutrizionali di un prodotto in linea con uno
stile di vita dinamico, salutare e sportivo.
Adatto per tutti, ma in particolare per il target dei giovani, sui
quali è più facile, purtroppo, che possano attecchire
mode alimentari non corrette come ad esempio
la dieta Atkins o la dieta a Zona - che si discostano sensibilmente
dallo schema della dieta mediterranea, caratterizzate come sono
da un basso livello di consumo di carboidrati.
In questa scelta contenutistica cè continuità
rispetto al World pasta day 2004, celebratosi a New
York, che aveva già lanciato lallarme in relazione
al dilagare, specialmente negli Usa, dei piani dietetici low
carb che, come continuano a confermare molti nutrizionisti
top a livello mondiale, possono risultare molto pericolosi
per lorganismo, specialmente se prolungati nel medio-lungo
periodo.
I più noti allestero: spaghetti al pomodoro, tagliatelle
al ragù e rigatoni alla carbonara
Per fortuna limmagine della pasta non sembra risentire di
questi attacchi mediatici, come dimostra la recente
consacrazione in patria da parte dellAccademia italiana della
cucina (la più prestigiosa istituzione per la promozione
della civiltà della tavola e della gastronomia italiana nel
mondo), che ha voluto dedicare il XIX Convegno Internazionale
sulla Civiltà della Tavola di Sorrento a questo alimento,
interpretato come vessillo della cucina italiana nel mondo.
Nel corso di questa manifestazione, con la partecipazione dellAccademia
Internazionale di Gastronomia, si sono svolte le cosiddette Olimpiadi
della pasta, che hanno visto confrontarsi 25 giurati di 15
diversi paesi per eleggere la ricetta di pasta più note allestero
(nellordine: spaghetti al pomodoro, tagliatelle al ragù
e rigatoni alla carbonara) ma anche quelle più buone: sul
gradino più alto del podio, in questo caso, è salito
un piatto di spaghetti con le vongole, al secondo posto si sono
piazzate le linguine al pesto, al terzo le farfalle al gorgonzola.
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