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CARBOIDRATI COMPLESSI: Carburante ecologico degli sportivi
È a partire dal dopoguerra che si scopre l'importanza della pasta nell'alimentazione degli atleti: da allora i grandi successi nei vari sport sono sempre stati ottenuti anche grazie a una dieta ricca di amidi.

Le scienze dell'alimentazione, dal dopoguerra in poi, hanno fatto passi da gigante. In questo loro balzare in avanti hanno preso per mano soprattutto gli atleti di livello internazionale, sui quali si sono con successo sperimentate diete a base di carboidrati complessi fin dai primi anni '70. Precedentemente, chiunque dovesse sostenere prolungati sforzi fisici, potendoselo permettere, preferiva un'alimentazione più ricca di proteine. Per ingenua analogia, era opinione comune che molta carne rossa facesse muscoli e "buon sangue", garantendo quindi grandi riserve di energia. Ci si era dimenticati che i romani avevano costruito e percorso tutte le strade del mondo nutrendosi principalmente di grano e lenticchie...


Furono dei ricercatori nord-europei (Christensen, Hansen e seguaci) a capire la sostanziale differenza di ruoli fra proteine e carboidrati nell'alimentazione umana, e, al tempo stesso, ad applicare i risultati dei loro studi all'alimentazione degli sportivi. Semplificando, la macchina umana funziona così: le proteine formano i tessuti muscolari, mentre i carboidrati complessi (trasformati in glicogeno già al momento della masticazione dalla ptialina, un enzima contenuto nella saliva), li alimentano, e sono quindi paragonabili a un carburante ecologico, in quanto non lasciano scorie nel nostro organismo. Ecco perché, dopo molti esperimenti, il mondo dello sport ha ormai recepito all'unanimità che la disponibilità di glicogeno a livello muscolare ed epatico è "un fattore in grado di influenzare la capacità di prestazione nel corso di esercizi prolungati e impegnativi" (Bergstrom, 1967).

In particolare, è cosa certa che, oltre i 60 minuti di attività fisica ed entro il 75% di Consumo Massimo di Ossigeno, l'apporto glucidico debba costituire il 60% (fino al 70% nei giorni immediatamente precedenti alla gara per gli sport di endurance). Perciò, in fase di allenamento, ogni atleta trae un grande beneficio da una dieta ricca di amidi; in fase di gara, un centometrista corre bene anche se non ha accumulato eccezionali riserve di glicogeno nei giorni pre-gara.


L'adozione di corrette abitudini alimentari e norme igienico-sanitarie (non bere alcolici, non fumare), oggi più che mai, è considerata di fondamentale importanza per la realizzazione di elevate prestazioni sportive. Quanto più l'atleta si sottopone a un duro regime di allenamento, tanto più necessita di una dieta perfettamente bilanciata che gli consenta non solo di affrontare al meglio stressanti competizioni, ma anche di svolgere con serenità il lungo e faticoso lavoro di preparazione agonistica.

Il Prof. Giovanni Caldarone, Direttore dell'Istituto di Scienza dello Sport del CONI e medico sportivo della squadra olimpionica italiana dal 1972, così riassume la dieta ottimale di un atleta: "Dev'essere di stile mediterraneo, quindi con assunzione di parecchia frutta e verdura fresche, carni avicole, e, nel nostro paese, per ragioni "sentimentali" oltre che dietetiche, grandi porzioni di pasta condita semplicemente, di solito con pomodoro e parmigiano... in Cina, probabilmente, preferiscono ancora mangiare riso... però la pasta, ultimamente, ha riscosso un bel successo anche fuori dall'Italia".

In prospettiva, aggiunge il Prof. Caldarone, l'adozione della dieta mediterranea ha costituito una vera rivoluzione anche dal punto di vista della tutela della salute futura di un atleta, che non viene più rimpinzato di carne come un tempo, e quindi invecchierà senza tutti quei problemi tipici di un'alimentazione di quel tipo.

Fiducia, allora, a Dario Cioni, campione di mountain bike (argento agli Europei e quarto posto in Coppa del Mondo), che in un'intervista rilasciata alla rivista specializzata Alimentazione & Sport, alla domanda: "Nel giorno di gara, come organizza i suoi pasti?" ha risposto: "Le competizioni si svolgono generalmente con partenza intorno alle ore 12.00 o alle ore 15.00. Nel primo caso faccio una colazione alle 8.00 con un buon piatto di pasta, condito semplicemente, ed una fetta di crostata. Nel secondo caso, alle 8.00 consumo del latte con corn flakes, pane e marmellata, e alle 11.00 sempre un buon piatto di pasta".


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