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Andamento del settore delle paste alimentari
| Il boom della pasta nel
mondo |
Tabelle e grafici |
ANDAMENTO DEL SETTORE DELLE PASTE ALIMENTARI
Il 2009, nel complesso, si è chiuso con una sostanziale tenuta nei volumi prodotti, stimati in circa 3,2 milioni di tonnellate (tab. 1), grazie ai consumi che tengono a livello nazionale ed un mercato estero che continua a crescere, a dimostrazione del fatto che la pasta è ancora oggi un alimento imbattuto sotto il profilo qualità/costo.
La pasta continua ad essere il piatto di gran lunga preferito dagli italiani, confermandosi come alimento conveniente, alla portata di tutte le famiglie, in Italia e nel mondo.
Il mercato nazionale ha assorbito nel 2009 circa 1,5 milioni di tonnellate, per un valore di circa 2,7 miliardi di euro.
L’andamento dei consumi nazionali è stato in linea con quanto registrato lo scorso anno, confermando un trend positivo.
Circa il 52% della produzione nazionale viene destinato all’export. Nel 2009, le aziende pastaie italiane hanno incrementato i volumi di esportazione di circa l’1,35%.
I mercati esteri
La pasta rappresenta sicuramente uno dei settori portanti del Made in Italy. Esportiamo in un mercato globale, dove la concorrenza con i paesi esteri, specie dell'Unione europea, è molto forte.
Archiviato il 2008, anno particolarmente difficile per la competitività della pasta italiana, a causa della dinamica inflattiva e dell’andamento del rapporto di cambio euro/dollaro, nel 2009 le esportazioni di pasta dall’Italia hanno ripreso a crescere.
A parte i fenomeni congiunturali, in realtà la pasta italiana continua ad affermarsi sui mercati internazionali, dove i consumi sono in crescita ovunque.
Complessivamente sono state esportate circa 1,7 milioni di tonnellate di pasta, per un valore di circa 1,7 miliardi di euro.
In particolare, 1 milione e 145 mila tonnellate di pasta sono state esportate verso i Paesi UE (il 4% in più rispetto allo scorso anno) e 514 mila tonnellate verso i Paesi terzi.
Per quanto riguarda la distribuzione geografica delle esportazioni, nella classifica dei cinque maggiori acquirenti, la Germania si conferma al primo posto, con una quota del 20% in quantità, seguita dalla Francia (16%), dal Regno Unito (15%), dagli Stati Uniti (7%) e dal Giappone (5%). Questi cinque paesi assorbono complessivamente circa il 63% delle esportazioni di pasta dall'Italia. Da valutare positivamente anche il fatto che questi mercati di sbocco tradizionali, a parte il Giappone, contrariamente a quanto avvenuto lo scorso anno, abbiano fatto registrare aumenti consistenti nei volumi importati (Germania +1,5%, Francia +8,7%, Regno Unito +6,4%, e perfino gli USA +5,9%, nonostante l’esistenza di barriere tariffarie).
Evoluzione e prospettive
L’industria italiana della pastificazione è prima nel mondo per produzione, potenzialità produttiva installata, consumo nazionale, consumo pro-capite ed esportazione.
In dieci anni la produzione di pasta a livello mondiale è passata da circa 7 milioni di tonnellate a 12 milioni circa di tonnellate. Ciò significa che, con circa 3,2 milioni di tonnellate prodotte, il nostro paese rappresenta il 26% circa della produzione mondiale di pasta ed il 75% della produzione U.E. In sintesi un piatto di pasta su 4 mangiati nel mondo - e 3 su 4 in Europa - è fatto con pasta italiana.
Tuttavia la leadership italiana non può darsi per scontata. Nuovi competitor internazionali si affacciano ormai sul mercato globale.
La progressiva riduzione del numero dei pastifici (si pensi che nel 1970 i pastifici attivi erano 450) preoccupa in quanto indicatore delle difficoltà attraversate dal settore, trovatosi in larga parte ad operare con margini insufficienti a garantire la sostenibilità della produzione.
La produzione di pasta rappresenta per l’Italia un patrimonio di grandissimo valore economico e culturale. E come tale va difeso e sostenuto nell’interesse delle imprese produttrici, dei lavoratori e dei consumatori.
Il settore è caratterizzato da una forte maturità del mercato interno e da una notevole capacità produttiva inespressa, che solo sui mercati esteri può trovare sbocchi adeguati.
Sarebbe pertanto opportuno agevolare, con interventi mirati, non dispersivi, la penetrazione e lo sviluppo dei mercati esteri da parte del settore, con attività di export promotion, di politiche di sostegno all’internazionalizzazione ed assistenza specifica sul fronte della distribuzione e della logistica. La strutturale mancanza di proiezione estera della GDO italiana espone ancora di più il comparto agli oneri imposti dal trade a livello internazionale.
>> consulta
la tabella dell'industria italiana delle paste alimentari nel 2009
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